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Uno spettro s’aggira per l’Europa

crisiUno spettro s’aggira per l’Europa – lo spettro della Crisi Economica.
Tutte le potenze del vecchio e nuovo Mondo si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo fantasma: papa e presidenti, destra e sinistra, radicali francesi e poliziotti tedeschi.
Ma dov’è questa crisi?
Spunta da ogni angolo, si dilata dalle nostre stesse ombre.
Copre tutto quanto come una polvere impalpabile.
I cittadini hanno sempre meno soldi.
Aumentano pane, pasta, verdure, elettricità, carburanti.
Tutto aumenta meno che gli stipendi.
“Superfluo” è una parola indicibile.
Ferie e vacanze sono parole proibite.
Ci si sbrana l’uno con l’altro.
Le banche sono sull’orlo di una crisi … di nervi, ma continuano ad arricchirsi.
Gastrite e ulcera ci corrodono per la rabbia d’una vita sottotono.
Finalmente radio, televisioni e giornali hanno qualcosa di cui parlare.
Ipotesi, specialisti, congiure, soluzioni, colpe, raccomandazioni.
Le grandi aziende hanno una scusa per licenziare: c’è la crisi!
Più se ne parla più questo mostro peggiora.
In realtà succede esattamente tutto ciò che accadeva “prima” della Crisi. Allora cos’è cambiato? Dov’è questa Crisi?
Chi faceva la fame la fa ancora, chi era pieno di soldi lo è ancora.
Chi faceva i propri porci comodi ora ha una copertura, questo sì.
Così come è anche vero che ci sono molti coccodrilli che piangono in giro (con la pancia piena, naturalmente). Ma dov’è la crisi?
Con la scusa della crisi c’è chi dichiara che è ora di rimboccarsi le maniche (e si sfrega le mani) ed è il momento di rinnovarsi!
La crisi economica è una manna dal cielo per i Governi, impazziscono di gioia quando le crisi cadono proprio durante le loro legislature: possono non fare nulla e un giorno, all’improvviso, al momento giusto, annunciare al mondo che la crisi è finita (grazie al loro impegno).
Questa Nuova Crisi è la stessa di due anni fa, o di cinque, o di dieci, o di cento.
Non è una crisi economica, è una crisi di identità.
E’ la crisi dell’economia e dell’industrializzazione di fronte alla vita. E’ la crisi dell’arroganza e del potere rispetto alla pace. E’ la caduta della viltà e della bramosia, dell’avidità, dello sfruttamento, della stupidità, dell’ingiustizia.
Ma bisogna aprire gli occhi e vedere, non solo guardare.
Perché, per dirlo con parole non mie, Essi vivono, mentre noi dormiamo.