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Non c’è problema

tapisAlle ore 9,30 si presenta nell’ambulatorio per gli ECG da sforzo una signora bionda, con capelli corti, alta, con vestiti aderenti e tacchi alti. Appare spigliata e a suo agio, tranquilla e allegra.

Io, come sempre, quando devo fare scoprire tutto il torace a una signora, come è necessario per un esame del genere, sono invece un po’ imbarazzato.

Quando mi capitò di fare lo stesso esame, ero in enpasse anche solo per il fatto di dover camminare in modo artificioso davanti a persone estranee, e cominciai a sudare ancora prima di fare fatica.

Perciò ogni volta mi immedesimo un po’ negli altri, e non mi piace mettere in imbarazzo le persone o creare loro dei disagi, almeno non più dello stretto indispensabile!

La signora deve fare questo esame, richiesto dal medico come da prassi per chi fa attività sportive, perché fa ballo: “balli latini”, mi dice. Mentre aspettiamo che arrivi la dott.ssa sbrigo le pratiche amministrative delle firme per il trattamento dei dati sensibili, poi le dico che abbiamo la necessità che scopra completamente tutto il torace per poter mettere gli elettrodi, mentre con la mano glieli mostro appesi alla pedana.

Mi giro dall’altra parte per permetterle un po’ di privacy e preparo la cartellina che conterrà il suo tracciato e il referto. Quando mi rigiro per farla salire sulla pedana mobile mi trovo davanti la signora completamente nuda, eccetto le piccole mutandine col pizzo.

Senza mostrare il mio sbalordimento mi affretto a dirle che può tenere le pantacalze che aveva e … non posso finire perché la signora mi risponde:  “A no, ma non c’è problema”!  e sale sul tappeto. Allora applico tutti i vari elettrodi e le do le indicazioni per svolgere l’esame.

Dopo poco entra la dott.ssa e vede la signora quasi completamente nuda pronta per fare l’esame, sgrana due occhi grandi come satelliti, ma si riprende subito e dice “Signora guardi che può tenere i vestiti della parte sotto, serve solo che sia libero il torace, non importa che …” ma la signora risponde disinvolta, ancora una volta: “Ah non c’è mica problema”.

Quindi procediamo con l’esame, che risulterà negativo.

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