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La calza di Maria

calzarottaMaria ha una vera passione per le calze. Le calze di nylon, quelle lunghe a tutta gamba, quelle che calzano a pennello.

Ama quel tessuto avvolgente, caldo, che si dilata e restringe con lei, che segue e sorregge i suoi movimenti.

Adora quella invisibile pellicola che la asseconda in tutto. Magnifica, resistente, elastica, che la sostiene in ogni suo “tour de force”, così Maria chiama la sua vita.

Si perché, per lei, la vita è complicata, è una lotta, continua e incessante. Contro tutto e tutti. Sfinente.

Per Maria le calze le “tengono insieme i pezzi”, le danno un’integrità che altrimenti non riuscirebbe a raggiungere né a mantenere.

Maria è affascinata dalle calze, la loro disponibilità e malleabilità, la loro morbidezza e la resistenza incredibile. E’ sopraffatta dal senso di protezione che quel velo le trasmette.

Senza calze proprio non si sente a suo agio. Senza calze non saprebbe quasi come affrontare le giornate.

Tra tutte le calze preferisce quelle autoreggenti, che le danno un senso di libertà e di partecipazione alla vita quasi totale, ma la cosa più importante è che siano della misura giusta.

Maria dice che non è mai riuscita a trovare in una persona tutte le qualità che trova nelle calze! E’ molto dura, Maria, anche con se stessa. E anche con le calze.

Spesso, infatti, le calze sembrano perfette poi … abbondano leggermente da qualche parte!

Magari il piede calza apparentemente bene, ma la misura non è proprio esatta, così, da qualche parte, un po’ di tessuto, non potendo mantenere la stessa tensione del resto, eccede.

E generalmente succede proprio subito al di sopra del tallone, dice spesso Maria scocciata.

Che orrore quell’area leggermente più scura che fa capolino dalla scarpa! Che fastidio sapere che non è tutto perfetto così come sembra.

Maria ha i brividi quando pensa a quella volta che si ruppe la calza sul polpaccio contro una spirale di metallo che sporgeva dal cestino in ufficio. Mi dice spesso che è stata un’esperienza orribile, ebbe per tutto il resto della giornata la sensazione di essere vulnerabile, anzi di essere stata in qualche modo violata, violentata!

Da quel giorno ha sempre con se le calze di scorta. Un paio nella borsetta, un paio in ufficio, un paio in macchina, diverse a casa, anche a casa mia, per quando sta da me. Non si sa mai!

Maria è fatta così, ma io l’amo pazzamente. Trasmette sicurezza anche a me, con questi suoi pensieri e atteggiamenti. Mi da forza e determinazione.

Io e Maria ci frequentiamo da un po’. Direi che stiamo bene insieme. Ci vediamo molto spesso, lei mi racconta tutto. Pretende molto dalle persone come dalle sue calze, però mi sembra che si senta abbastanza a suo agio con me.

Certo, non son sempre rose e fiori, ma insomma … è la vita.

Questa sera, per esempio, è molto agitata perché dice che ci sono troppe persone pressapochiste e invadenti, che rovinano il mondo intero. Io sto cercando di calmarla, ma lei si arrabbia anche con me. Mi aggredisce letteralmente. Dice che devo smetterla di difendere quella gentaglia: ma io non difendevo nessuno, volevo solo tranquillizzarla. Poi nell’agitazione generale, con un’unghia o non so che, le ho tirato un filo della calza. In un attimo, appena lei si è mossa, quel puntino si è sfilato per tutta la coscia.

Maria si è come congelata, poi urlando ha preso la sua borsetta e dice che devo “stare attento, c. ..o!“ Che non ci voleva credere, ma sono come tutti gli altri. Che non si può fidare di me. Prende fuori il pacchetto di calze nuove e inizia a sfilarsi quella rotta, seduta sul divano.

Che belle gambe ha Maria, anche senza calze, naturalmente.

Mi avvicino: “Scusa, Maria. Io non so come…” ma lei è come un vulcano. Sbatte tutto, urla, si toglie anche l’altra calza e me le arrotola entrambe più volte attorno al collo. Stringe forte, fortissimo, è tutta rossa in viso e scarmigliata. Dice che sono inaffidabile, non sono neanche lontanamente come le sue calze e continua a stringere.

E’ l’ultima cosa che sento.

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