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Italiani, brava gente

UomoLupoGli italiani stanno imparando bene come si sta al mondo e come ci si deve comportare con gli altri.
Stanno riuscendo, senza neanche troppa fatica, ad assumere e a mantenere “l’atteggiamento giusto” in ogni situazione.
Molti dei nostri connazionali sono bravissimi in numerosi campi, ad esempio riescono ad aggredirti ringhiando prima ancora che tu ti sia accorto di essere lì, oppure ti sorpassano, occupando la corsia dell’altro senso di marcia facendo acrobazie come al circo e ti mostrano il dito medio.
Alcuni, sia uomini che donne, ti offendono tranquillamente in pubblico per inezie o, peggio ancora, per differenze d’opinione.
Altri, con il meritorio intento di non lasciare senza lavoro le Forze dell’Ordine, denunciano tutti, soprattutto quando sono loro ad aver torto, e, incredibile, dicono davvero “Lei non sa chi sono io!” con aria molto minacciosa.
Ci sono poi quelli che, qualsiasi professione tu faccia, dicono che sono loro a pagarti, quindi devi fare quello che loro vogliono.
Non mancano quelli che ti mettono facilmente le mani addosso, o minacciano di farlo.
E via di questo passo.
Sembra che l’uomo abbia imparato molto bene ad essere aggressivo, maleducato, ignorante, offensivo, perfido e profondamente malvagio, stupido, intollerante e molto altro.
La Vita non è più possibile.
Si può solo essere in costante conflitto.
Ed è uno studente modello: non solo impara in fretta, ma riesce mirabilmente ad adattare gli insegnamenti a tantissime situazioni differenti.
E’ uno scenario sconsolante, l’aria si è ammorbata, sopra e sotto terra ci sono strani fluidi e rumori: qualcosa non va !
Pare che l’istinto aggressivo naturale, che secondo S. Freud domina l’uomo, stia prevalendo, tra Eros e Thanatos sta vincendo il secondo.
I tempi sono maturi, il mondo dello Stato Civile di Thomas Hobbes si è concretizzato: ora l’uomo è davvero lupo tra i lupi, ed è solo l’inizio.
Tutto ciò si svolge tranquillamente sotto la luce del sole.
Così l’uomo lupo risorge in tanti ruoli diversi: il cliente del nostro ufficio, la signora davanti in fila, l’automobilista, il medico, il negoziante, il venditore ambulante, l’utente del tal servizio, l’impiegato, la centralinista del Call Center, il dirigente, il bambino per strada e così via.
Ma al di là delle ragioni storico-psico-socio-economiche, se ci sono degli studenti modello, ci devono essere anche degli insegnanti preparati.
E ci sono.
Ma non sono invisibili, non si confondono tra gli altri, non vogliono rimanere anonimi.
Sono personaggi ben in vista, quelli che hanno successo, quelli che sono conosciuti per forza, quelli che vengono messi in mostra ovunque e perennemente perché possano dare l’esempio!
Sono coloro che dovrebbero condurre il Paese, molti dei nostri politici, ministri, professori, artisti, manager e giornalisti, opinionisti e tuttologi e qualunquisti.
Uomini lupo di spicco, ci azzannano dalla tv e dai giornali e da un sinistro passaparola, non guardano in faccia a nessuno, non si preoccupano nemmeno più di mostrare in pubblico le loro zanne, il pelo e la bava nelle fauci.
E il contagio dilaga inesorabile. E’ la fine per la Terra così come l’abbiamo conosciuta.

Ma forse una possibilità c’è,
forse una giustizia c’è,
forse saremo fortunati,
forse …

“Five Years”
di David Bowie
Avanzando a spintoni nella piazza del mercato,
c’erano così tante madri che singhiozzavano
Le ultime notizie erano appena giunte
ci rimanevano solo cinque anni per
piangere
Il tizio al telegiornale pianse e ci disse
che la terra stava veramente morendo
Pianse tanto che la sua faccia era bagnata
e capii che non stava mentendo

Sentii telefoni, opere, le mie canzoni preferite
Vidi ragazzi, giocattoli, ferri da stiro e TV
Il mio cervello doleva come un magazzino
non aveva abbastanza spazio
Dovevo stipare così tante cose
immagazzinarle tutte lì dentro
E tutta la gente magra e grassa, e tutta la gente alta e bassa
Tutti i nessuno, tutti i qualcuno
Non avrei mai pensato di aver bisogno di così tanta gente

Una ragazza della mia età andò fuori di testa picchiò alcuni bambini
Se il Nero non l’avesse allontanata, penso che li avrebbe uccisi
Un soldato con un braccio rotto fissò il suo sguardo sul volante di una Cadillac
Uno sbirro si prostrò e baciò i piedi di un prete
e una checca vomitò a questo spettacolo
io penso di avervi visto in una gelateria
che bevevate frullati freddi e lunghi
sorridendo e salutando e con un bell’aspetto
non penso che sapeste di finire in questa canzone

Ed era freddo e pioveva e così mi sentii come un attore
E ripensai a mamma e avrei voluto tornare da lei
Il tuo volto, la tua razza, il tuo modo di parlare
Ti bacio, sei bello, voglio che tu cammini
Abbiamo cinque anni, impressi nei miei occhi
Ci rimangono cinque anni, ma che sorpresa
Abbiamo cinque anni, il mio cervello duole
Abbiamo cinque anni, è tutto ciò che ci rimane.
(grazie a http://www.velvetgoldmine.it)